Laboratori di educativa territoriale

   

 

LABORATORI DI EDUCATIVA TERRITORIALE – III MUNICIPALITA’ – SAN CARLO ALL’ARENA

Il sentiero verso il futuro

Il Servizio Laboratori di Educativa Territoriale, gestito nel territorio di San Carlo all’Arena dal ns. Ente sin dal lontano 1999, è un servizio finanziato dal Comune di Napoli - Assessorato alle Politiche Sociali.  Tale servizio costituisce una risorsa territoriale volta a rispondere alle esigenze educative di bambine/i e ragazzi/e in età compresa tra 6 e 16 anni ed è caratterizzato da una pluralità di specifici interventi orientati all’accompagnamento alla crescita e allo sviluppo individuale e sociale.

Il servizio LET si svolge tutti i pomeriggi – dal lunedì al venerdì -  dalle ore 15,15 alle 19,15 con la realizzazione delle seguenti attività: spazio studio, laboratori di esperienze, attività sportiva, uscite e attività culturali e coinvolge circa 70 utenti divisi per fasce d’età:

  • Gruppo esploratori ( 6-10 anni)
  • Gruppo avventura (11 – 13 anni)
  • Gruppo navigatori (14- 16 anni)

 

Il servizio offre un sistema di opportunità di aggregazione tra coetanei e contribuisce alla promozione culturale, alla realizzazione di percorsi formativi individuali e di gruppo e all’apprendimento di competenze ed abilità sociali.

L’assunto di base su cui si fonda il servizio riguarda la possibilità, per i ragazzi, di incontrare, lungo il proprio percorso di crescita, adulti in grado di offrire relazioni significative, di supportare processi di sviluppo individuale, nonché di favorire occasioni per vivere esperienze educative importanti. Tenuto conto della specifica funzione educativa, il servizio ha carattere autonomo rispetto all’ambito scolastico, con il quale interagisce al fine di contribuire al progetto di crescita, globalmente inteso, dei singoli ragazzi.

In tal senso, il servizio educativo territoriale ha valenza socio-pedagogica e può connotarsi come strumento di prevenzione delle condizioni di disagio, di recupero di disfunzioni educative ovvero di supporto all’età evolutiva.

La metodologia utilizzata consiste nello stimolare i ragazzi ad aggregarsi attorno ad un “fare”, che non sia un fare qualsiasi ma un fare specifico, determinato dagli obiettivi educativi di educatori professionali e rivolto a soddisfare i bisogni individuali e dei gruppi; un fare che susciti interesse e, dunque, motivi a sperimentare un modo diverso di essere attivi e protagonisti di esperienze capaci di produrre cambiamenti.

 Le funzioni essenziali e gli obiettivi del Servizio di Educativa Territoriale possono riassumersi schematicamente nel modo seguente:

  • costituire luoghi di aggregazione in cui promuovere esperienze educative in contesti informali;
  • offrire ai bambini e ai ragazzi il supporto e l’accompagnamento di adulti di riferimento, che pur agendo in un contesto informale, sono in possesso di specifiche competenze professionali e agiscono in collegamento con la rete dei servizi territoriali;
  • offrire a bambini e ragazzi l’opportunità di sperimentarsi nel gruppo e, mediante la relazione con l’altro, scoprire e sviluppare le proprie potenzialità con l’appoggio e lo stimolo di educatori qualificati;
  • creare un contesto educativo significativo, che consenta ai ragazzi di sviluppare capacità di gestione autonoma e responsabile della vita quotidiana;
  • sostenere bambini e ragazzi nei momenti di difficoltà, fornendo loro gli strumenti necessari per riconoscerli ed affrontarli;
  • valorizzare le dinamiche relazionali di bambini e ragazzi all’interno del sistema scolastico, familiare e del tempo libero, con l’appoggio delle agenzie del territorio e con le risorse della comunità;
  • offrire alle famiglie, in particolar modo a quelle in difficoltà educativa, occasioni di condivisione dei percorsi educativi intrapresi dai figli, ponendole in condizioni di sperimentare, nel fare, l proprio ruolo genitoriale;
  • promuovere le capacità progettuali dei bambini, dei ragazzi e delle loro famiglie.

 

Per quanto riguarda la linea di azione Abitare la strada, l’’idea di fondo del lavoro di strada non consiste nell’allontanare i ragazzi  dalla strada ma piuttosto “abitarla“ con loro al fine di promuovere la trasformazione dello spazio di aggregazione in luogo di relazione, nel riconoscimento che la strada è un setting particolare, che rompe la fantasia del controllo degli elementi, che espone a infiniti elementi incidentali e casuali, che modifica gli assetti di potere fra gli attori sociali rispetto ad altri ambienti (scuola, famiglia, lo stesso servizio educativo), che mette in scena relazioni e azioni non altrimenti visibili.

Il lavoro educativo di strada favorisce un approccio di prossimità innovativo, che avviene in un luogo di cui i ragazzi si sono appropriati (nel nostro caso principalmente Piazza Carlo III) in un certo modo ed in cui l’educatore deve essere accettato come un adulto in grado di stabilire una relazione.

Le funzioni educative nel lavoro di strada possono così riassumersi:

  1. L’ascolto, che consente l’aggancio, l’emersione di una domanda da parte di chi si incontra ed una prima lettura dei bisogni; è dall’ascolto che partono altre tre possibili preziose funzioni dell’educativa di strada: l’informazione/orientamento, essenziali a sostenere la progettualità dei ragazzi nei loro ambiti di vita (scuola, lavoro, sport, arti, ecc.), la consultazione, ovvero il processo che dà valore alla voce dei ragazzi, come cittadini chiamati ad esprimere un punto di vista considerato rilevante, l’accompagnamento, ovvero un fare (e pensare) insieme rispetto ai bisogni raccolti, per aiutare la progettualità individuale a prendere forma, risolvere problemi, approdare a risultati.
  2. Il contenimento, che è la protezione dagli elementi di rischio. Sono gli ambienti chiusi i luoghi elettivi del contenimento, ma nell’educativa di strada, negoziando con i ragazzi il modo di stare insieme, è possibile offrire attività o situazioni intenzionalmente protettive (per es. dal consumo di sostanze che altrimenti riempirebbe quel tempo e quelle situazioni).
  3. Il riconoscimento della storia e dell’identità dei ragazzi, per mantenerle attive e valorizzarle. Non si tratta necessariamente di momenti di parola, ma di esperienze concrete che consentono di mostrare abilità, di sviluppare capacità, di verificare il proprio potenziale, di averne un pubblico riconoscimento. Sono occasioni per mettersi alla prova, in cui i ragazzi hanno la misura delle proprie abilità e ne colgono il valore sociale.

Il servizio è coordinato dalla dott.ssa Maria Prato.

L’equipe educativa è composta da: Angela Balsamo, Giovanna Giglio, Simona Flavia Maddaluno, Francesca Manzo, Vincenzo Gioia, Angela Sellitto

Gli Educatori di strada sono: Pietro Diletto,  Eva Lambiase

 

FB: https://www.facebook.com/letdonbosco

IG: @educativaterritorialedonbosco

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